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Un importante patrimonio musicale, politico e sociale
diffusosi in trent'anni solo attraverso il
"passaparola", in piena sfida all'era della
comunicazione globale
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Tra i brani più suggestive quelli densi di reminiscenze
medievali come “Terra di Thule” che racconta
dell'iniziazione di un “guerriero bambino” e “II costume del
cervo bianco , ispirata ai protagonisti dei romanzi cortesi
Erec e Enide, cosi come “Il contadino, il monaco, il
guerriero” risolve in strofe poetizzanti il rigido trifunzionalismo di Dumezil
osannato nelle algide pagine di Evola o nelle tenere
escursioni storiche di Regine Pernoud. Non meno famoso il
brano "Sulla strada", intriso di romanticismo europeo ma
capace al contempo di
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esprimere l'inquieta gioia di
vivere di ragazzi ribelli per vocazione, disponibili a
sognare sulle pietre di Carnac o su quelle del
picco Montsègur. Luoghi reali ma magici, dove storia e simbolismo si intrecciano come nella mitica Thule,
meta immaginaria che sappiamo dimorare dentro ognuno
di noi e che sentiamo
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sempre idealmente lontana. «C'e poi un alto aspetto
assolutamente unico di queste canzoni - si legge net
sito “Lorien” dedicato alla musica alternativa di
destra - la sostanziale omogeneità del messaggio da
esse diffuso.
Pur nelle differenti fasi
storiche e politiche del Paese, nella complessa dinamica dei
gruppi e dei solisti e nonostante le sempre nuove e diverse
forme musicali adottate, le canzoni "alternative" - da oltre trent’anni
- utilizzano tematiche comuni. |
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In esse si
raccontano le avventure, le battaglie, le sofferenze anche
le aspirazioni, i sogni ed i valori di oltre due generazioni
di militanti; mentre a sempre costante il richiamo alla
riscoperta dei valori tradizionali e di temi storici
totalmente dimenticati dalla cultura “ufficiale” Dunque la
“musica alternativa” può anche essere definita come uno
straordinario esempio(unico nell'Italia del trasformismo
anche canoro) di fedeltà e di continuità ideale. Infine
1'aspetto veramente saliente, the qualifica come tale la
“musica alternativa”, distinguendola dal panorama di ogni e
qualsiasi altro genere musicale: popolare, politico, etnico,
folk o tradizionale the sia: è la sua divulgazione fuori dai
canali commerciali. Nessuno degli oltre 300 prodotti
ufficiali realizzati dagli oltre 100 tra gruppi e solisti
italiani fin qui censiti, è stato venduto nei circuiti
commerciali dei negozi musicali; ne alcuna delle oltre 750
canzoni del repertorio “alternativo” è stata pubblicizzata
attraverso radio o televisioni. Della “musica alternativa"
si è occupata quasi esclusivamente la stampa di area, con
qualche importante eccezione di articoli, di taglio più che
altro politico, anche su media a larga diffusione. Questo
grande patrimonio musicale, politico e sociale a stato
quindi diffuso e conosciuto (da ormai pin di due
generazioni) solo attraverso lo strumento tipico delle
“culture clandestine”: il “passaparola” In pieno secolo di
comunicazione globale siamo pertanto di fronte a un enorme,
quanto misconosciuto, fenomeno di espressione artistica
antagonista, “alternativa” appunto, che rompe gli schemi
della comunicazione di massa». |